Antonio Iacopetta

        

 1942

 

[...] Iacopetta ha  affinato  alla perfezione il suo  linguaggio e ormai  può  maneggire il verso e maneggiare le parole con assoluta padronanza. Ciò gli permette di sondare  anche il terreno del sublime, oltre che quello del quotidiano, e gli esiti sono sulle pagine, densi di  accensioni, di assonanze, di scintillanti metafore che hanno il sapore della vita. E sono certo che queste pagine sarebbero piaciute a Carlo Bo (Dalla prefazione di Dante Maffia a Minimalmente, Passigli, Firenze 2015)

 

 

 

 

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                   Poesie

 

In superficie

 

Precipita una goccia sulla superficie

inclinata,

scivola prima lentamente

poi scompare.

 

Privo

di senso

il traggitto.

 

Il tempo

che impiega

non è, come

si crede, breve

ma eterno.

 

 

 

 

 

 

Da Minimalmente Passigli 2015

 

Ortica

Verde ortica

da una crepa nel cortile,

illumina il passo

ai rientranti

del buio condominio.

 

Le spugnose verdi foglie

tremano per il freddo,

non piegano però

e con orgoglio ostentano

splendore.

 

Ad essa

caso non fanno

i rientranti

con il loro passo svelto

e i pensieri altrove,

altrove dove

la vita si nasconde.

 

Da Minimalmente Passigli 2015

 

Poeti di Lombardia

 

 

Perché tanto

m'intrigano i poeti

di Lombardia?

 

Forse perché solo loro

sanno con discrezione

farmi sentire

l'asciutto profumo e l'odore

del reale,

le cose farmele quasi

con mano toccare,

case, strade, osterie,

senza averle mai conosciute,

farmele amare.

 

 

Da Minimalmente Passigli 2015

 

 

 

 

Pepi

 

Pepi,

astuto giocoso cagnetto,

bizzarro spesso dispettoso.

 

Altro

che padrone sono stato, schiavo io

che ti ho tanto amato.

 

Mi punivi

e mi straziavi

quando, coi tuoi occhi bassi

il tuo dolore mi mostravi

per averti solo un attimo

lasciato solo,

più schiavo di così…

 

Se mai possibile fosse, ho desiderato

che tu non morissi mai,

di precederti io nella fossa.

 

Non so se è stato un bene o un male

ma insieme abbiamo vissuto

 

Da Minimalmente Passigli 2015

 

Aristide

 

Aristide, amico poeta,

rincorreva il Tempo

coi suoi versi.

 

Ma ora, ti prego Tempo,

ascolta, ferma per una

volta, solo per lui

la tua corsa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Minimalmente Passigli 2015

 

 

 

 

 

 

La solitudine

 

 

La luce si disperde,

a goccia a goccia lentamente,

ma, a volte, anche improvvisamente;

arriva poi la sera

e con la sera,

di essa, una

pungente nostalgia.

 

Puoi chiamarla, se vuoi,

solitudine,

dispettosa amante,

con essa o impari

a convivere

o ti schianta.

 

Se no puoi nella notte

urlare quanto vuoi

sempre che il grido non si strozzi in gola,

ma sarai ancora più solo.

 

 

Da Minimalmente Passigli 2015

 

 

Dietro ai perduti giorni

 

Dietro ai perduti giorni

la mente continuamente va

perché lei non sa

che mai nulla si recupera

di quello che sprecato

ha.

 

È lo stesso quando

in una lunga e diritta via

non si riesce a scorgere

la fine e né un segno

appare ad indicarti

l’uscita.

 

Il vento scuote i rami

e sparge foglie al suolo

ma nessuna altra voce si sente,

nessun segnale

se non il crepitio lontano

di un temporale e perciò

inutile è sperare,

è tardi, troppo tardi

è già sera, inutile più

cercare.

da Reticoli, Lapisma Edizioni 2016

 Vita

 

Cefalo orata triglia

che con le lucenti scaglie

guizzavi libero nel mare,

sei ora nella griglia,

non zigzagante azzurro raggio

ma prossimo a diventare pranzo

fine e squisito.

Così è la vita,

sembra dire uno

che avido ti afferra con le dita

 

 

 

 

 

 

 

 Da Minimalmente Passigli 2015

Montale gonfia le gote

Montale gonfia le gote

sino a scoppiare, tanto soffia forte

per spingere la flottiglia di carta

dell’amico poeta ad approdare

lontano.

 

Volesse il cielo, Sbarbaro,

che tu fossi arrivato

alla meta che per te

l’amico tuo ha sperato

.

Ma la cartacea flotta

nessuno ha avvistato, può darsi

sia naufragata. Tu scuoti le spalle,

guardi nella via da una fumosa

osteria, sorridi indifferente

come non fosse successo niente.

 

 

 

 

 

da Reticoli, Lapisma Edizioni 2016

 Indifferente al calore del sole

Indifferente al calore del sole

uno specchio d’acqua chiara

riposava, non si curava

dei raggi che impietosi

lo trapassavano.

 

Giorno luminoso di maggio,

se guardo nel suo fondo

scorgo i girini che passeggiano

tra sassi e verdi fili d’erba

che si dondolano giocondi.

 

Assai mi turba pensare

che tra poco tanta felicità

ed armonia cesseranno, un lampo

occhieggia già vicino, cominciano

a cadere le prime gocce d’acqua

e anche il buio insieme

tornerà.

 

 

da Reticoli, Lapisma Edizioni 2016

 

 

Nel mio sgualcito diario

 

Nel mio sgualcito diari

che quotidianamente riempio

trovo confusi cumuli delle cose

che mi sono capitate ma, come

sempre niente di eccezionale,

quello che fa storia non ha residenza

presso questo mio giornale.

 

Riprendo non la vita ma solo le sue

scorie e non dicono quasi niente,

pellicole trasparenti come quelle

che mutando lasciano i serpenti,

gusci rinsecchiti di cicale,

un ordinario rituale mai diverso,

sempre uguale. Si può dire, senza

alcuna paura di sbagliare

che è proprio vero che il foglio

che ho davanti non cambia nulla

sia bianco o nero.

 

 

 

da Reticoli, Lapisma Edizioni 2016

 A Giorgio in memoria

 

Tante volte mi sono

chiesto, ripercorrendo

stordito le stesse vie

che Giorgio faceva

per arrivare a casa,

nella fortezza,

ai Quattro venti,

se egli non si sia mai smarrito

nel suo stesso quartiere.

 

Asciutto e mingherlino

tutto bianco ormai,

questo poeta sopraffino

con ostinazione Dio cercava

da stanare, con versi brevi

taglenti

come lame di rasoio.

 

Da Minimalmente Passigli 2015

 

 

 

 

 Aggiornato il 27 . 01 - 2017

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