CRITICA 01
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[...] Egli ha raggiunto oggi una capacità artistica di esprimersi con sintetismo cioè con quell ' atto della coscienza espresso in forma di disegni, in luce e colore, mediante i quali molteplici dati dell' esperienza individuale, visiva, sensibile e inconscia, vengono unificati e semplificati, per penetrare nella coscienza umana. La sua pittura è quindi indirizzata a superare -senza limitarsi a registrare- I' esteriore, a dare prepotenza e forza alle forme tenendo in pari condizioni le ragioni della forma, quelle della comooicazione e della coscienza. Nel suo lavoro "odierno" non esiste alcun riferimento o desinenza che ci porti a una cronaca del quotidiano sia per impressioni o per suggestioni. Egli opera al contrario perseguendo un'idea di spazio, di dimensioni e di situazioni puramente concettuali che, di volta in volta, vengono proposte o contraddette dall' articolarsi di forme, da proiezioni e -ripeto -situazioni che sono spazio a loro volta e definizione dello stesso. Da qui una consapevolezza critica, da qui quella sorta di calvinismo in base al quale una realtà mentale viene costruita, smontata, indagata, e riproposta. Il concetto di forma quindi non è fine a se stesso e ad essa medesima non viene mai proposta secondo le sue eventuali desinenze allusive: insomma il lavoro di Barberio nulla ha che vedere con la psicologia della forma. Ogni proposizione è al contrario nella sua ordinata bellezza il parametro di un' indagine è la tessera di un mosaico che serve per operare. Il suo modo di operare presenta punti di contatto con quello degli artisti che anni orsono si univano sotto l'etichetta di "Nuova pittura" ma con un' attenzione alla superficie di tinta in quanto campo di irradiazione, di energia luminosa che se ne diversifica e ne personalizza l'atteggiamento in modo assai notevole. I lavori più recenti di Barberio spingono oltre la ricerca. Le superfici sono sempre pervase da una vibrante luce monocroma attenuata sovrapponendo e giustapponendo fasci di colore diversi, ma sono poi accostate a due a due: in "dittici", quindi di uno stesso colore su tonalità e intensità differenti con bellissimi effetti radianti. Egli è comunque un artista "costruttore del colore". Secondo una struttura astratta, elabora intuitivamente man mano che, I' esecuzione procede, costruisce in effetti, ogni opera come un'architettura di colori. Ne edifica tutti gli elementi, saldamente connessi nella stessa combinazione spaziale, mentre un colore ne richiama un altro, fino al raggiungimento dell ' equilibrio cromatico, mantenendo toni di valore e di intensità contigui in modo da non rompere I' armonia della gamma dei colori. I ritmi si compongono senza dissonanze, grazie alla trama luminosa in movimento che mantiene l'equilibrio cromatico: fragile per definizione, questo equilibrio può rompersi da un istante alI' altro ed è proprio perche giunge a farcene sentire tutta la precarietà che ne risulta un potere di seduzione.... Note critiche a cura di : Remo Alessandro Piperno 1995
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