Davide Galli

  

1940-2017

Le liriche di Galli sono affreschi spontanei "d'amore, di vita e di colore" che esprimono la profonda concezione morale della vita attraverso il legame che ognuno ha con le sue origini. La loro lettura si impone d'un fiato perché collegate con semplicità naturale all'universo dei sentimenti più veri,lasciando anche trasparire gradevoli e garbati insegnamenti .(Dalla prefazione al volume Poesie d amore, di vita e di colore del Sen. Edoardo Saporito)

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Poesie d’amore, di vita e di colore

...Le liriche di Galli sono affreschi spontenei “ damore, di vita e di colore" che esprimono la profonda concezione morale della vita. attraverso il legame che ognuno ha con le sue origini. La loro lettura si impone di un fiato perché collegate con semplicità naturale all’universo dei sentimenti più veri, lasciando anche traspirare gradevoli e garbati insegnamenti.

Preziosi sono i tre "scongiuri", che Davide соmpone anche in vernacolo, (“Anatema", "Contro il malocchio", "Filtro d'amоrе") risalenti а fonti di credenze antiche, ancor oggi non del tutto dimenticate.

Ма se dovessi segnalare la poesia più bella, non v'è dubbio che mi hanno toccato l’anima gli ultimi versi de "La verità" : "... né amici né nemici avevano più il potere di offendere - ... ". È la scelta di vita di una persona dolce ed orgogliosa.

Questo è Davide, mio carissimo amico degli anni della prima giovinezza.

(Dalla prefazione al libro: Davide Galli- Poesie d’amore, di vita e di colore” F.lli Gigliotti Editori, Lamezia Terme, 2005 a cura del Senatore Docente Universitario Learco Saporito)

Poesie d’amore, di vita e di colore, di cui l’autore, Davide Galli, mi ha fatto gentile e gradito dono, è una silloge di 52 poesie, nelle quali il poeta affronta il tema d’amore, in modo spigliato e fluido, come in questa poesia, che tra l’altro è a verso libero con rime sparse che non seguono nessun schema metrico:

Dichiarazione d’amore

Desio dolcissimo suscita il tuo riso,

l’armonia dei tuoi gesti, lo scintillìo del viso.

Il passo seducente spira brezza di viola,

e se mi passi accanto

come d’incanto

un caldo palpito batte alla gola.

Quando perdi lo sguardo oltre le cose,

completamente,

nell’ombra profumata delle rose

avvolgi la mia mente.

Voglio il tuo amore,

le gioe del tuo cuore,

possedere il divagar segreto dei tuoi sogni,

il tuo dolore.

Lacerare con te voglio i veli del tempo

che seccano, crudeli,

la pelle ed i pensieri.

p. 31

Altri temi sono, come esplicitato nel titolo, la vita quotidiana e il folclore paesano: <<Man mano che si avanza con l’età( Ciò che si perde è la spontaneità./ Mi sembra ieri quando ragazzini/ Dal vecchio ponte della ferrovia// La pipì facevamo in compagnia./ Ed era un vanto non del tutto strano/ Il riuscire a mandarla più lontano./ C’era un legame di complicità!// Con il favore dell’oscurità/ Andavamo a rubare frutta e verdura/ Che non ricordo avere mai mangiato./ Nostro vero obiettivo inconfessato// Era infatti la prova di coraggio/ Per via dei contadini del casale/ Che ci sparavano a pepe e a sale...>>(Adolescenza paesana vv.1-15 p.16) Quadretti abbozzati con affetto e nostalgia, favole dal tono didascalico, che ricordano i poeti della tradizione Esopo, Fedro:<<Un’oca stridula,sciocca e giuliva/ Mentre si dissetava a una sorgiva/ Si vide accanto peloso e grosso/ Un asino da sete anch’esso mosso.// ”Come sei grande e come sei bello/ Incomparabile e saggio asinello!/ Come mai il capo non chini a gustare/ Quest’acqua che vediamo zampillare?”// “Per mia lungimiranza e intelligenza/ -Rispose l’asinello con pazienza-// ”In questo modo conservo l’uso/ Che sia l’acqua a salire al mio muso/ Come del resto da sempre è accaduto/ Con tutti quanti i padroni che ho avuto”.// Da allora l’oca non ebbe più quiete,/ E mentre l’asino morì di sete/ A deastra e a manca starnazzò gaudiente/ Per esaltar l’equino intelligente.// Ma una volpe che era al pantano/ Scuotendo il capo mormorò piano:// “Niun sospetta la propria idiozia/ E sempre trova sulla sua via/ Il più sciocco dal quale è ammirato/ Per la saggezza del suo operato”.>> (Morale: nella vita si incontra sempre qualcuno più idiota di noi, che scambia la nostra idiozia per intelligenza e ne rimane entusiasta).L’idiozia pp.95-96

La maggior parte delle poesie che compogono il volume sono formate da quartine in endecasillabi a rima baciata, non mancano però poesie in distici con verso endecasillabo e, raramente a verso libero

Aristide Caruso

Le Rime popolari di Davide Galli

Già il titolo stesso Rime popolari del libro di Davide Galli, licenziato nell’estate del 2014, è indicativo della precisa scelta dell’autore di rivolgersi ad una vasta platea di lettori, nella quale incontrare, pochi o molti non importa, quelli che tuttora apprezzano tale genere di poesia, solitamente confinato nell’ambito della poesia vernacolare.

L’opera è suddivisa in sette parti: Quel ‘900 sudista, Poesie della saggezza,Sopravvivenza, Credi e credenti, Terra di Calabria, Poesie dell’altro io,Tra i tanti volti dell’umanità (Aforismi)

Come si legge nella sintetica prefazione a cura dello stesso autore, la prima comprende liriche che ritraggono quadretti della vita paesana del ‘Novecento, alcune ambientate nelle due lunghe stagioni dell’anno sudista: Durava il caldo per sei mesi all’anno… (L’estate,con i suoi frutti, gli svaghi, il mare etc,) E d’improvviso l’estate finiva…(L’inverno, piovoso, grigio scandito dalle numerose festività religiose etc.); altre riguardano i vecchi mestieri, come l’arrotino, l’impagliatore: <<Scendeva dal monte l’impagliatore/ E aveva fama di lavoratore/ Che alla fine del suo lavoro/ Amava bere un bicchiere a ristoro...(vv.1-4, pp. 56-57)ma anche quelli ancora esistenti come il sarto o il falegname, il giornalaio: <<Sul marciapiede troneggiava un chiosco/ Colorato di verde sottobosco/ Con all’interno, come una scultura,/ Di mezzo giornalaio la figura...(vv.1-4, pp.72-73)

Le Poesie della saggezza sono una raccolta di componimenti, in cui alla maniera di Fedro e di Esopo o se vogliamo di Trilussa e Butera, protagonisti sono gli animali: Sono il più grosso rettile vivente/ Vivo nell’acqua e mi è indiferente/ Se l’acqua sia di fiume oppure di mare/ Purché possa natare e guatare.// Io nuoto sempre con circospezione,/ Occhi e narici appena in emersione,/ Il mio disegno è privo di gloria/ Sono com’ero nella preistoria.// Mangio di tutto da uomini a pietre/ E se le prospettive sono tetre/ Accontento lo stomaco e il budello/ Ingoiando persino mio fratello.// Non si creda che piango contrito/ Perché del pasto mi sono pentito!/ Io piango solo in quanto mi dispero/ Di digerire ciò che ingoio intero.// Fui anche un dio per questa umanità/ Che tale e quale a me non ha pietà/ E aspetta di nascosto l’occasione/ Di far del proprio simile un boccone”// Coccodrilli e cugini alligatori/ Son furbi rettili navigatori/ Che squame e sangue scaldano per ore/ Spalancando le fauci al calore.// Coccodrillo nel mondo è nomato/ Chi dei beni l’amico ha spogliato/ Ingoiando con fare sornione/ Le sue cose in un sol boccone.(Filastrocca del coccodrillo pp.86-87).

Come nei grandi esponenti di questo genere letterario, l’intento moralistico e pedagogico è chiaro, Galli vuole trasmettere quella saggezza accumulata con l’esperienza personale e con la conoscenza della storia umana, una storia lunga millenni, che ha lasciato numerose scie di sangue e di dolore; vuole indicare la via per un giusto comportamento e avvisare che le cose non sempre sono come appaiono.Bene e male sono due facce della stessa medaglia

Vi è alla base di questi suoi insegnamenti una concezione pessimistica della storia, del progresso, della scienza:<<...Il mondo cresce e progredisce tutto,/ Per cui più non commuove questo lutto/ Ciò che è vecchio lo uccide la scienza/ E con il vecchio muore la coscienza.>>( Il defunto, vv. 21-24, pp.119), la quale, però, non esime il singolo individuo  dall'impegnarsi, dal lottare perché il bene trionfi sul male, dal manifestare il proprio talento:<<...E’ per il mondo bruco da becchime/ Chi possiede talento e non l’esprime/ Divenendo banchetto per la gente/ Che sfrutta il prossimo impunemente.>> (Bruco, vv. 37-40, pp. 91), dall'agire per difendere le proprie idee:<<...Non solo è opportuno/ Ma è dritto di ognuno/ Sostenere con l’azione/ La propria opinione>>.(La tolleranza, vv.29-32 p.132), o dall'avere fiducia nella scuola che per i giovani a volte è un incubo:<<...Ma quella scuola per contropartita/ Ammaestrava il senso della vita,/ L’onestà, l’intelletto naturale,/ La coscienza e l’amore sociale>>.(La scuola vv.53-56, pp. 77)

Sopravvivenza raccoglie un gruppo di liriche sulle abitudini e comportamenti delle api e delle formiche, ed una sugli uomini, che chiude la sezione, nella quale il poeta conclude:<<...Al pari d’ape e al pari di formica,/ A sopportar riesce ogni fatica/ Per poi morir da farfalla inerme/ E ritornare nella terra verme.>>(Uomini vv.49-52 p.186)

I versi sulle api hanno un illustre precedente nel IV libro delle Georgiche di Virgilio, ma il poemetto sulle formiche, non ha precedenti in poesia:La cicala e la formica di Esopo, ripresa da Jean de La Fontaine nella seconda metà del '600 e Fatigaturi di Vittorio Butera non sono paragonabili ad esso, che ha tutte le caratteristiche di un trattato scientifico in versi.

In Credi e credenti, Galli affronta in modo molto articolato il tema religioso: vengono trattate le diverse fedi religiose e il destino degli ebrei fino al riconoscimento del moderno Stato d’ Isdraele. Anche per questi versi non vi sono precedenti con cui poter fare un raffronto.

Terra di Calabria, è la quinta parte dell’opera il cui nome deriva dall’omonimo poemetto (pp.238-244) Il poeta si sofferma a decantare, secondo un clichè tramandatoci dalla storiografia sei-settecentesca, le mitiche e nobili origini della Calabria, la bellezza delle donne calabresi, la fierezza dei suoi abitanti, il paesaggio, per passare poi in rassegna tutti i paesi appollaiati sui monti e quelli costieri.

Poesie dell’altro io sono versi intorno a ciò che di malvagio l’uomo è capace di compiere: tradimenti, furberie, ruberie e guerre etc che purtroppo finiscono sempre per essere giustificate:<<...Dinanzi al ruba ruba generale/ Il popolo ha diritto a un tribunale/ Che venga abilitato a condannare/ Chi soltanto pensasse di rubare// ”Il pensiero non è un peccato”/ Chiese il primo che si era segnato/ Per aver titolo a contraddire/ E a favore del ladro interloquire.// ”Certo il pensiero non è l’azione”/ Un altro disse e nella confusione/ Alfine si decise a maggioranza/ Di dare un premio a chi rubava a oltranza.>>.Pietà vv.21-32 pp. 260,261

Tra i tanti volti dell’umanità è l’ultima parte del volume e raccoglie gustosissimi aforismi, quasi a compendio di quello che il poeta ha dettto nelle parti precedenti.

Concludendo questa mia prima lettura dell’opera di Galli -certamente ne sarebbero necessarie altre e più approfondite- debbo confessare di essere rimasto sbalordito per la gran mole di versi; ma detto questo, ritengo che, pur nella diversità delle parti che la compongono, resta comunque salva l’unità d’ispirazione, di stile (per lo più quartine a rima baciata,AA BB) e di tono, che come già detto è quello didascalico, derivante quasi certamente dall’influenza della madre, maestra elemetare, alla quale egli dedica la lirica, in apertura del libro, Il brigante e la maestrina, nonché l’intero volume-

Aristide Caruso

 Aggiornato  11 - 11 - 2018

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