Edrico Wilde (Il selvaggio)
Edrico
-signore di Lydbury
North-, tornando, di sera, dalla caccia per strade solitarie, accompagnato da
un fanciullo, non riusciva più a trovare la via di casa. Dopo aver vagato a
lungo, giunse, quando ormai era mezzanotte, nei pressi di una grande costruzione, ai margini
della foresta. Avvicinatosi, spiò attraverso una finestra illuminata e vide un
gruppo di donne bellissime, di alta statura, che danzavano con movimenti armoniosi, descrivendo
un cerchio. Edrico ne notò una in particolare, che si
distingueva dalle altre per le forme ed il viso, e subito il suo cuore
s’infiammò. Sapeva dell’esistenza di creature soprannaturali, delle divinità
pagane che si aggiravano nei boschi, delle falangi notturne di demoni e delle
loro nefaste apparizioni, dei castighi inflitti agli involontari spettatori di
appartati e segreti convegni, ma l’amore è cieco – si sa – ed egli, penetrato
all’interno dell’edificio, rapì la fanciulla, dopo aver sostenuto una strenua
lotta con le altre donne, che avevano cercato , con graffi e morsi, di liberare
la loro compagna.
Edrico, trovata finalmente la strada di casa, condusse con sé la
fanciulla e per tre notti e tre giorni l’amò intensamente, senza che essa
dicesse una sola parola. Al quarto giorno, la donna si decise a parlare e gli
si rivolse con queste parole: ”Salve, mio dolcissimo amante che tu sia salvo
per l’amore che mi dimostri e possa godere una buona salute ed accumulare
grandi ricchezze, finché non mi muoverai rimproveri per le mie sorelle dalle
quali mi hai strappato, o per il luogo o il bosco da cui provengo. Quel giorno finirà la tua
felicità e dopo che io sarò scomparsa subirai frequenti rovesci e poi la
morte.”
Il
cavaliere promise di restare sempre fedele e che mai l’avrebbe rimbrottata.
Poi, chiamati i suoi nobili vassalli, vicini e lontani, si unì solennemente in
matrimonio con la fanciulla.
In quel tempo era re d’Inghilterra,
Guglielmo il Bastardo, che, udendo voci sulla natura sovrannaturale della sposa
e volendosi accertare personalmente la fondatezza di tali voci, li invitò
entrambi a Londra. Vennero chiamati molti testimoni e raccolte dichiarazioni
giurate di coloro che non potevano presenziare; un argomento a favore dell’essenza soprannaturale era la bellezza
della donna mai vista prima. Alla fine, tra lo stupore di tutti, il re decise
di mandarli a casa.
Trascorsi molti anni, accadde che Edrico, tornato dalla caccia,
verso mezzanotte, non trovasse la moglie a casa: la chiamò, la cercò e quando
essa apparve, immemore della promessa fatta, esclamò con ira: ”Sei stata
trattenuta tanto a lungo dalle tue sorelle?” La donna,come gli aveva predetto,
scomparve ed egli, pentito, ritornò nel luogo dove aveva compiuto il rapimento;
ma a nulla servirono le lacrime e le implorazioni.
Edrico continuò ad invocarla giorno e notte fino al giorno della
morte, che lo raggiunse da lì a poco, dopo un breve periodo di malattia, che lo
aveva reso demente e privo di forza.
Il
brano è
tratto
da: De nugis curialium di Walter Map(† 1210 c.)
Libera
traduzione
di
Aristide
Caruso
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