Felice Mastroianni

         

 

1914 - 1982

 

<<Felice <Mastroianni, non bara al  grande responsabile gioco della poesia, confessata senza lezio letterario e fuor d' ogni ricalco, e il suo linguaggio decantato fino a una essenziale limpidezza, fa della memoria affabulata o reale, una continua occasione di verità lirica>>. Dalla relazione della Giuria del Premio Naz. " Sebeto"-1966:S.Battaglia, A.Grande, M. Pomilio, M. Prisco, M. Stefanile.

 

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 Biografia

 

Felice Mastroianni nacque a Platania (CZ) il 4 agosto 1914 da una famiglia borghese: il padre Cesare era un noto e stimato medico, la madre Serafina Stranges  apparteneva ad una distinta famiglia di Conflenti. Ancora quattordicenne rimase orfano di madre ed alle soglie della giovinezza perse anche il padre.

Da Catanzaro, dove frequentava come convittore le classi ginnasiali presso il "P. Galluppi", si trasferì a Nicastro, dove completò gli studi liceali. A quegli anni dolorosi della sua adolescenza risalgono le sue prime esperienze poetiche che lasceranno in lui profonde radici.

Laureatosi in lettere classiche, iniziò l'attività di docente in diverse scuole della regione non tralasciando la scrittura.           

Nel 1935  pubblicò  l'Infinito  leopardiano  che  segnò il suo esordio nel campo della saggistica, un'attività esplicata ininterrottamente e variamente. 

A Cassano  Ionio,  dove  espletava  la  sua attività  di  docente, conobbe Antonietta Munno,divenuta poi sua  moglie.                                 

Gli anni difficili della  Seconda  Guerra Mondiale, i  doveri verso la  famiglia e i tre  figli, le difficoltà del doversi spostare quotidianamente per raggiungere la sede di servizio,il rinnovato dolore per la partenza delle amate sorelle -  Rosaria e Benita - emigrate in  Canada negli anni '50, lo terranno lontano ancora per un pò dalla poesia.                                                                  

Trasferitosi a  Nicastro con  la  famiglia, per consentire ai  figli di proseguire glistudi, ne ripartirà agli inizi degli anni '60 per trasferirsi a Napoli dove il figlio Cesare completerà gli studi nella facoltà di medicina  di quella Università.  In  quella Napoli scontraffatta 1), che però sa dare ai suoi abitanti serenità e speranza - come anni dopo la definirà Giovanni  Artieri - l'anima  del poeta si apre al canto, senza più riserve e timori; i versi sgorgono, spontanei e limpidi, per rappresentare voci  e colori  della sua infanzia, del suo paese, della Calabria e via via il cerchio  si allarga fino  ad  includere l'altra "sponda", la Grecia, con la sua cultura,i suoi poeti contemporanei ai quali si lega in un fraterno sodalizio.              

A gli anni del suo soggiorno napoletano (1963-68) risalgono alcuni  tra i libri di poesia, che gli valsero alcuni prestigiosi premi nazionali.

Rientrato in Calabria con la famiglia, - il figlio Cesare resterà a Napoli per svolgere la sua professione di medico -  trascorse gli ultimi anni della sua vita tra Nicastro e Platania, lavorando intensamente alla composizione dei versi in lingua neogreca, pubblicati in Atene, in tre raccolte successive:Quaderno di un'estate (1975), Primavera  (1977), La favola di Eutichio (1982), in  cui l'ultimo componimento è  come un  presagio della sua  imminente morte: Qui finisce - come un  gioco, come un' illusione - il  mio canto ellenico, il canto  di  "Eutichio".

(«Eutichio" mi chiamano  i fratelli poeti greci). E verrà il vento a  cancellare la mia voce  e la favola di "Eutichio".2)

Si spense a Lamezia Terme il 21 aprile 1982.   

1)   G.Artieri- Napoli scontraffatta, Le Scie Mondadori(1984)

2)   Da:La favola di Eutichio ,in Trilogia neoellenica-C.ES Ligeia -Lamezia Terme.1983
     
Eutichio è l'equivalente greco di Felice            

 

 Aggiornato il 27 . 01 - 2017

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