Franco Berardelli

    

 1908 - 1932

 "Il suo canto non si pone limiti o regole; ordine o strutture metriche, ma puttosto sincerità, umana passione, sussulto di vita; esprime il <<momento>>, il sentire immediato del cuore, il sussulto strozzato di una vita che muore; lo sfogo di un cuore che pulsa, che vive indeciso col quel suo trastullarsi e nutrirsi non già di sogni inappagati, ma del suo vivere breve". (Sebastiano Nello Maruca, Un poeta della Vita, Franco Berardelli, Pellegrino Editore, Cosenza 1978 p.17)


 

 

 

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Opere

Alla sua morte, Franco Berardelli, lasciava una immensa produzione letteraria da sbalordire la scrittrice Iolanda Bencivenni: sonetti, odi,liriche, 6 drammi, poemetti. 2 romanzi, traduzioni, particolarmente dal greco e dall' inglese.

A 12 anni aveva scrtto le due raccolte di versi: Penduli di mughetto e Voci della notte; a 14 anniLa più grande felicità, poema drammatico in tre atti.  Ma tutti questi scritti sono rimasti inediti, custoditi gelosamente dalla famiglia. Nel 1963, venne pubblicata postuma una raccolta di poesie: L'altra cosa bella, probabilmente già predisposta dal poeta prima della sua morte, per i tipi della Canesi Editrice con prefazione dell' On.Salvatore Foderaro. Questa pubblicazione avrebbe dovuto dare seguito ad altre pubblicazioni, ma così purtroppo non è stato.

La raccolta è divisa in tre parti:

La morte lenta con 13 poesie

La morte triste con 7 poesie

La morte bella con 9 poesie


Aggiornato  11 - 11 - 2018

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