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Hennone
Hennone,
soprannominato dentato per la sua enorme dentatura, un giorno incontrò una
fanciulla bellissima in un boschetto, vicino alla costa del litorale normanno.
Indossava abiti di seta, era accompagnata da un’ancella e sedeva piangendo
silenziosamente. Il giovane fulminato da quella bellezza, che neanche il pianto
riusciva a guastare, s’innamorò improvvisamente. Si guardò attorno, temendo
qualche insidia e poi, inginocchiatosi ai
piedi della fanciulla, fece le sue profferte d’amore, ringraziandola di
essersi volutamente fermata sulla sua terra e di aver scelto lui come cavaliere e servitore. Ella rispose in
un modo così innocente che avresti
creduto fosse un angelo:”Amabile giovane, splendida luce degli uomini, non è
stata la mia volontà, ma il caso, a condurmi qui.Una violenta tempesta ha
spinto su queste coste l’imbarcazione su cui mi trovavo assieme a mio padre.
Dopo che sbarcai con questa giovane, un vento favorevole succedette alla bufera
e la nave riprese il largo, lasciandoci a terra. Appena si accorgeranno della
nostra assenza verranno sicuramente a prenderci. Intanto per non restare in
balìa dei lupi o di malintenzionati, se tu mi garantirai la tua buona fede,
rimarrò con te per un po' . Hennone acconsentì a tutte le condizione che gli venivano
poste e portò con sé le due donne.
Sposò la splendida fanciulla, dalla quale ebbe molti figli, e l’affidò alla
custodia della madre.
Madre e nuora
andavano sempre in chiesa e gareggiavano nel compiere buone azioni, ma la nuora
evitava sempre l’aspersione con l’acqua benedetta e con la scusa della troppa
folla o di qualche faccenda da sbrigare si allontanava proprio al momento del
sacrificio del corpo e del sangue del Signore.La madre di Hennone s’insospettì
ed iniziò ad indagare. Praticò un piccolo foro sulla parete della camera della
nuora e da lì l’osservava di nascosto ogni qual volta ritornava dalla chiesa.
Una domenica, di
buon mattino, quando Hennone si era già recato in chiesa vide la nuora entrare
in bagno e da deliziosa ragazza trasformarsi in drago.La stessa cosa avvenne
alla giovane cameriera La madre rivelò al figlio quanto aveva visto. Egli mandò
a chiamare un prete, insieme piombarono inaspettatamente sulle due donne e le
cosparsero con acqua benedetta. Esse con un tempestivo balzo uscirono forando
il tetto e con uno stridente ululato lasciarono quello che per lungo tempo era
stata la loro dimora.

Il
brano è
tratto
da: De nugis curialium di Walter Map(† 1210 c.)
Libera
traduzione
di
Aristide
Caruso
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Credits
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