Lina Latelli Nucifero

  

1939

[...] Lina Latelli ripercorre la sua anima sul filo magico della memoria e ne fissa gli "stati" in un tempo che non ha stagioni definite e definitive, ma è il suo tempo, il tempo dello spirito, il tempo della poesia, che in ultima analisi, finisce con l'identificarsi nel tempo infinitesimale ed eterno che è il mpmento creativo [...] Dalla prefazione a Il Canto delle Sirene di Pina Majone Mauro.                      

"La poesia di Lina Latelli Nucifero  [...] è abitata da luoghi ed eventi che, nell'esperienza del dolore, hanno segnato profondamente il suo rapporto estetico col mondo e le cose che del mondo marcano i  contorni. Ma il dolore che la poetessa svela e nasconde tra i versi non è soltanto una descrizione di uno stato d'animo, ma l'elaborazione panica di un dialogo mai interrotto con la figlia scomparsa, Alida. [...] Lo stato d'animo personale [...] s'incanala tuttavia in una dimensione più ampia in cui il dolore diventa cosmico [...], forza di saper guardare  ciò che è duraturo e ricerca dell'altro in un afflato fraterno. Dalla conferenza Il mondo poetico di Lina Latelli Nucifero di Tommaso Cozzotorto

 

 

 

 

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Poesie

IL CANTO DELLE SIRENE

E la follia di poeta stanco

si risveglia a sera

al calare delle ombre

sull'anima mia.

E mi riporta in mondi

sconosciuti sospesi

tra un luccichio di stelle

e code di comete.

E mi sprofonda

negli abissi marini

ove m'inebria

delle sirene il canto

seduta su un banco

di coralli.

Ma al primo albeggiar

del giorno

si dilegua al mia follia

d'incanto...

 

L'ECO DEI MIEI SOGNI

Negli anfratti inesplorati

del mio io rimbomba lontana

l'eco dei miei sogni spenti

nella cenere del tempo.

Stormi d' uccelli danzano

leggeri al vento

di Ponente nei cieli

azzurri ed infiniti

ed io, col tocco magico

della fantasia, mi vesto

d' ali dorate

e con essi tendo a rive

amene e spumeggianti

ove eterno è dei poeti

il canto...

 

VISIONE

Le bianche ali si mossero

al vento di angeli

calati dal Cielo

e piovvero ambrosia

sulle piaghe dell'uomo

prono a terra dolente

e asciugarono gli occhi

irrorati di calda rugiada.

Si alzò nei cieli

un canto di lode

e apparve una luce

intensa che avvolse

nel suo manto

il fievole pianto.

Poi tutto scomparve...

e sorse la pallida luna

con gli occhi socchiusi

e col capo reclino

sul cielo bluastro

simile a donna

dal volto contriso.

 

 

PICCOLO, PICCOLO

Piccolo, piccolo

è l'essere mio

nell'infinita vastità

del cosmo

come granello di sabbia

nel deserto del Sahara.

Di tanto in tanto

una tempesta di vento

cancella le dune

sconvolge i granelli

di sabbia...

Il mio dov'è?

Nell'ignoto

rifugio ha trovato

senza spazio e né tempo...

 

GLI ALTRI

Gli altri... folle anonime

dal colore diverso.

 

Gli altri... persone sconosciute,

passano davanti e non dicono

niente.

Il cuore le sue porte

ha serrato, ha chiuso

i battenti.

Fuori i pianti! Fuori i lamenti!

 

Gli altri... bambini innocenti

dagli occhi smarriti, dagli arti

spezzati dall'odio dei grandi.

Non dicono niente!

 

Gli altri... corpi inerti

sul selciato bagnato di sangue.

Non dicono niente!

 

Io... un altro... per gli altri!

 

LA VOCE DEL POETA

Da mille e mille secoli

la tavolozza del poeta

errante s'increspa

di tinte dorate

dal sole.

E la sua voce squarcia

il silenzio del tempo

e sovrasta

il tiepido torpore

delle membra dell'uomo

stordite

dal fumo dei piaceri.

E scuote gli animi

abbruttiti con dolci

note e risveglia

le pene sopite

ricordando

l'altezza dell'essere

creato

ad immagine di Dio..

 

 

Poesie tratte dalla silloge Il Canto della Sirena

 

                                                                                                                            

 

 

                                                                                                   

E TREMANO LE LACRIME

E tremano le lacrime

ai margini degli occhi

ogni qualvolta negli abissi

del cuore

si fissano vaghe immagini

perdute nei vortici del tempo.

E come palpiti di suoni lontani

mi giunge la tua esile voce

e attraversa la mia pelle

e penetra in tutto l'essere mio

dalla furia del dolore

devastato.

Smarrita ti chiamo nel deserto

del mio io

e non trovo risposta alcuna

all'eco delle mie sorde parole

nel muto silenzio della morte.

 

PETALI BIANCHI DI ROSE

Spargo ogni dì la tua stanza

di petali bianchi di rose

che volteggiando leggere

disegnano nell'aria

mille forme di cose.

S'adagiano dolcemente

ad uno ad uno sui libri

chiusi di Greco e di Latino

di Economia e di Diritto...

sulla bambola preferita

dalle labbra appena schiuse

ad un vano sorriso d'attesa.

Sui ricordi ... sui palpiti del tuo

vivere che aleggiano sulla

solitudine del mio io.

In punta di piedi a tarda sera

silenziosa apri l'uscio pian piano.

Deposte sul tappeto di petali

le ali di seta aspiri il profumo

degli oggetti lasciati

per poi adagiarti sul bianco

lettino ricoperto di raso.

E ... forse vagheggi di non essere

un angelo ma una fanciulla soltanto

che stretto in mano trattiene

uno scrigno di sogni ricolmo...

 

RITORNA CAINO

Sacri voli d'uccelli

alla deriva

si stagliano all'orizzonte

ai  limiti del mare

scivolando

leggeri sulle onde

torbide e verdastre

di una lunghezza

senza tempo.

E per le vie del mondo

ritorna Caino'

dagli occhi di pietra

a divorare il cuore

del fratello

sordo all'urlo innocente

e disperato.

1) La poetessa fa riferimento agli eventi terroristici verificatisi negli Stati Uniti d'America I' 11 settembre 2001.

LA BAMBOLA

Che senso ha... vivere una vita

disperata

ora che la tua voce tace

in un angolo gelido e remoto

di una dimora di cupo silenzio?

S'è gelata anche l'anima mia

e di dolore fremono le mie ossa

quando lo sguardo smarrito

sulla tua muta stanza si posa

e su quella bambola grande

che seduta sul bianco lettino

di bianco raso coperto

le tue carezze attende invano.

D'IMPROVVISO

D'improvviso

ho smarrito la via

nel groviglio inestricabile

d'un mondo inesplorato.

Non scorgo né luci né stelle

nella concavità di un universo

senza speme.

A tratti m'abbandono

a piccoli sprazzi di luce

che fanno capolino

nel mio inconscio

mentre immobili i miei occhi

fissano l'eterno

e m'aggrappo smarrita

al ciglio d'un baratro

per non precipitare nella nullità

dell'essere.

E in questo cupo momento

mi vien meno il respiro

per gridare il mio tormento.

 

IRAK

Rosse luci di fuoco

s'accendono all'alba

del terzo millennio

e rivoli di sangue

incidono sulla terra

assolata accenti

di odio e di guerra.

 

Al Qaeda, mostro novello

dai cento occhi

di vetro

annoda i tentacoli

del male

al cuore dei kamikaze

che esplodono schegge

di morte

seminando terrore.

 

Nere colonne

di fumo

nel cielo sospese

imbrunano il mare

e il deserto sabbioso.

Milioni di mani

coi colori dell'iride

dipingono sulle porte

delle case dissestate

la parola: pace.

 

Poesie tratte dalla silloge Ali riflesse nel sole

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 Aggiornato il 27 . 01 - 2017

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