Una notte straordinaria

       In quella notte fredda di duemila anni fa, nel cielo comparve una stella luminosa, che lasciava dietro di sé una scia di fuoco. Procedeva lentamente e fu avvistata da ogni angolo della terra.

     Nicodemo, un piccolo pastore delle vicinanze di Betlemme, la vide, mentre stava racchiudendo le sue tre pecore nell'ovile.

    Quella volta sembrava, però, che le tenebre non dovessero mai scendere; colpa della stella che illuminava a giorno.

     Le persone, che abitavano nei casolari sparsi per la campagna, uscirono dalle loro dimore ed, incuriosite, si misero a seguire il cammino della stella. Intanto giungeva altra gente, che proveniva da lontano, chi a piedi, chi con l’asino.

     Il piccolo pastore notò tre persone, in groppa ciascuna ad un cammello. Indossavano vesti regali, le quali erano diventate opache per la polvere e i cammelli, stanchi e malnutriti, denunciavano lo sforzo di un viaggio lungo e faticoso.

     Nicodemo con la testa alzata e la mano sinistra sulla fronte, per schermarsi dal fulgore della stella, si mise anch’egli in cammino. Pensava di non allontanarsi per molto tempo, ma ci vollero circa tre ore, prima che la stella finisse di muoversi nel cielo, e più volte era stato tentato di tornare indietro.

      La stella finalmente si era fermata alla periferia di Betlemme, restando sospesa sulla verticale di una povera stalla, la quale – alla luce intensa della cometa – lasciava intravedere la presenza di persone e d’animali, mentre una folla sostava davanti all’uscio, a circa una diecina di metri.

      Nicodemo, non appena poté avvicinarsi a quella folla, scorse all’interno della stalla una donna, con un bimbo al seno, un uomo di mezz’età ed alle loro spalle un bue ed un asinello.

     Erano giunti da poco pure i tre signori, i quali, scesi dai loro cammelli e legatili a delle palme, avevano preso dai loro bagagli alcuni oggetti e con questi in mano si erano avvicinati, facendosi largo tra la folla.

         Raggiunto l’ingresso, uno per volta, s’inginocchiarono e deposero per terra i loro doni: incenso, oro e mirra. Nicodemo sentì affermare che quei tre erano dei grandi re orientali, molto saggi, i quali, scrutando il cielo e vedendo la stella, avevano compreso che un evento straordinario stava per accadere: il re dei Giudei, di cui avevano sentito parlare in antiche profezie, stava per nascere ed essi erano venuti a rendergli omaggio.

         Furono ripetuti anche i nomi che essi stessi avevano pronunciato al cospetto del bimbo e dei suoi genitori: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

         Nicodemo ritornò poi alla sua casa ed i Magi, avvisati da un angelo che Erode li voleva punire per avere riconosciuto ed onorato, in quel bimbo, il legittimo re dei Giudei, dovettero ritornare in fretta da dove erano venuti.

          Da allora Nicodemo, nel corso della sua lunga vita, con la testa alzata e la mano sulla fronte, ha scrutato il cielo alla ricerca di quella stella. Non l'ha più vista, né la hanno mai più vista le generazioni successive, fino ai nostri giorni.

      ©Aristide Caruso

     28 Novembre 2004

 

   

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