Raffaele Proto

  

Raffaele Proto 1941 - 1987

"Oggi, dopo tutte le rivoluzioni formali e l'avvento dell'essenzialità lirica, si possono scrivere sonetti solo con forte capacità di sintesi formale ed è quello che è riuscito a fare Proto che è ben lontano dal calligrafismo e lancia questi sonetti come strali animati da biblico vigore... La poesia di protesta di Proto è incentrata sulla figura del poeta che sente, riflette e pensa, sull'ethos della civiltà contadina plurimillenaria e che ha il suo monumento in Esiodo, la saggezza civile in Solone antibraminico e antipopulista, in Gioacchino da Fiore che presenta contro la «lussuria di palazzo», mistiche trame di ascese purificatrici." (Antonio Piromalli, La letteratura calabrese, Pellegrini Ed 1996, pp. 252-253).

 

 

 

 

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Biografia

Raffaele Proto è nato a Soveria Mannelli (Catanzaro) il 4 gennaio1941 da Renato Ubaldo Proto e da Adelina Marasco

   Ha trascorso una fanciullezza intrisa di gioie e di tristezze,i cui ricordi affiorano nei suoi versi. È profondamente legato d'affetto alla madre, una donna che ha tanto sofferto e alla quale dedica la silloge poetica, in vernacolo,intitolata Mamma Adelina

   Laureatosi in lettere classiche a Messina, Raffaele Proto ha iniziato la sua carriera di docente presso il Ginnasio Statale di Bonorva (Sassari) e succesivamente presso la Scuola Media Statale di Soveria Mannelli, in qualità di ordinario, prestandovi servizio fino al giorno della sua tragica scomparsa: una grave sindrome depressiva lo ha spinto al suicidio, lasciando nello scoforto la moglie Anna Marasco e gli amati figli Adelina e Ubaldo.

   Ho conosciuto personalmente Raffale Proto negli anni ormai lontani dell' Università e negli anni successivi. Lo incontravo di frequente presso la storica libreria "Minerva" di don Nicola Proto sul Corso Numistrano di Lamezia Terme: esisteva una parentela tra lui e il libraio a cui si rivolgeva sempre educatamete con l'appellativo di zzu Nico'

    Era, Raffale Proto, un giovane schivo e taciturno e, dai brevi colloqui che intercorrevano tra noi, non faceva mai trapelare la sua grande passione per la poesia, nè la sua fede nei valori e negli ideali che la cultura classica e la tradizione dei padri,  gli aveva istillato nel cuore e nella mente. Sicuramente temeva di essere giudicato un passatista e appena si sfioravano tali argomenti taceva di colpo ed arrossiva. Ne io allora pensavo lontanamente di poter un giorno  interessarmi di poesia, come poi è avvenuto: le mie letture fino agli inizi del nuovo millennio, riguardavano esclusivamente la filosofia, la storia, soprattutto quella meridionale, e talora anche le scienze .

   Di lui non seppi più nulla - non scendeva più a Nicastro - fino a quando non scoprii in libreria il suo volumetto, Mamma Adelina con la prefazione del sacerdote  don Nicola Colafati, scomparso di recente. Lo lessi con piacere e com molta attenzione, scoprendo  che Proto aveva vinto  il primo premio per la poesia vernacolare con 'A fòcara 'e Natale alla prima edizione del Premio Nazionale di Poesia, Narrativa e Pittura « Vincenzo Chiefari » gestito dall'Azienda Autonoma Turismo e Soggiorno, dall'Amministrazione Comunale e dal Circolo Culturale « Concordia » di Soverato.

   Di recente sono venuto a conoscenza del positivo giudizio di Antonio Piromalli, eminente storico della letteratura italiana e meridionale, riguardo ad una prodduzione di sonetti in lingua italiana e all'esistenza di altre opere: Sicille. Quadretti poetici e lirici in vernacolo, Rubbettino Editore, Soveia Mannelli, 1982.Saggezza popolare calabrese. Proverbi e modi di dire del reventino,Rubbettino Editore, Soveia Mannelli  1986 Malaspina. Canzoni preghiere detti e poesie del reventino  a cura di M. De Pascale, Città Calabria 2014

 

Aristide Caruso

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 Aggiornato il 27 . 01 - 2017

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