Salvatore Borelli

      

1930 - 2 004

 [...]per questo loro dispiegarsi secondo un registro linguistico che, particolarmente oggi, ha un forte valore identitario, (le sue poesie) si pongono globalmente come un atto di amore e, quindi, come celebrazione di vita [...] Luigi M. Lombardi Satriani

[...] Il rimpianto nostalgico, seppur poeticamente valido come tema, non appartiene né interessa al poeta Borelli che sceglie di essere "cicala fino alla morte", sceglie cioè la via del canto spiegato, della parola liberata che si fa voce e testimonianza di un presente. [...]+ Luigi Cantafora

[...] Son poesie vigorose queste poesie con le quali Salvatore Borelli si ripresenta al pubblico. Danno la prova provata, cioè testuale, di un cammino che congiunge al cuore antico il cuore presente. Offrono, una volta di più, il segno perspicuo di un Poeta alto, che continua a cercare dentro di sé e trova nella realtà la ininterrotta cicatrice di un peccato che non siamo riusciti ad espiare: il declino della Calabria.' [...]Pasquino Crupi

 

 

 

 

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Biografia

 

Salvatore Borelli (1930-2004) è nato ed ha vissuto a Sambiase ora Lamezia Terme. Dal padre ha ereditato la creatività, il carattere allegro ed estroso e la passione per la musica. Esperto suonatore di chitarra, ha allietato con alcuni amici per tanti anni le varie feste, suonando ('ndrunguliandu) musiche d'altri tempi e dimostrando anche in questo campo il suo talento artistico. Nel 1986 con il suo primo libro "Duci e attiàru" edito da Calabria Letteraria Editrice di Soveria Mannelli (CZ). si è attestato come la voce più ispirata nel panorama poetico del suo paese. Nel 1995 ha pubblicato il suo secondo libro "Cumu nu suannu". stampato presso la Tipolitografia La Modernissima di Lamezia Terme, che gli ha procurato grande popolarità e consensi. È stato recensito da autorevoli critici ed ha sempre vinto i concorsi di poesia cui ha partecipato. "Quandu canta lla cicala" è la sua terza pubblicazione.

Ma facciamo dire al poeta:

 

   <<Quando per la prima volta incominciò a "cantare la cicala", in me non c'era ancora coscienza artistica, ne la volontà di divulgare quelle "litanie...".

   Neppure immaginavo, che un giorno avrei ricevuto i consensi di due insigni letterati, il sen. prof. Luigi M. Lombardi Satriani ed il prof. Pasquino Crupi, ai quali vanno i miei sentiti ringraziamenti.

   Quei primi scritti "Eranu i matinati" "Ha turnatu 'u zzu Saveru" etc... erano il risultato di spontanei sfoghi personali (a seguito d'alcuni episodi, avvenuti in paese, che avevano turbato la mia sensibilità: erano gli inizi degli anni '80, quando tra le diverse forme di contestazione, vi era anche quella, "incivilissima", di deturpare i monumenti) da declamare nell'ambito della stretta cerchia di amici.

   Fra lo stupore e un pizzico d'orgoglio, ricevetti gli attestati di stima dagli operatori culturali lametini. La Pro Loco di Sambiase, nel 1983, mi assegnò. il primo premio al "Concorso di Poesia" intitolato alla memoria del filosofo "Francesco Fiorentino". L'anno successivo, il Comitato Organizzatore delle commemorazioni per il centenario della morte e il centocinquantenario della nascita del suddetto filosofo, mi invitò "ufficialmente" alla cerimonia conclusiva, tenutasi nel Duomo di Sambiase, per declamare alcune mie poesie.

   Intanto, cominciò ad interessarsi ai miei scritti l'amico cav. Pasquale Funaro (appassionato studioso del mondo della poesia), anch'egli componente della Pro Loco. A lui va la mia "eterna gratitudine" per avermi incoraggiato a proseguire questo cammino e per aver seguito l'evolvere del mio lavoro. Fu così che "amplificai il mio canto", pubblicando nel 1986 la raccolta "Duci e amàru". Un pensiero, poi, desidero rivolgerlo ai miei cari lettori, che ringrazio calorosamente per aver sempre premiato il mio lavoro.

   A beneficio dei più giovani e dei lettori "non calabresi" alcune poesie, scelte da me a caso. sono presentate, sebbene perdano in musicalità ed immediatezza espressiva, anche nella traduzione letterale in lingua. Nella seconda parte del volume con "minuzzagliuli". ho inserito a.., futura memoria, alcuni canti, "simpatiche" filastrocche, dialoghi, episodi da me appresi direttamente dalla bocca dei protagonisti, in alcuni casi "autori o ultimi cantastorie".

   Un itinerario sentimentale, quindi, che mi ha portato con la memoria agli anni '40 e '50 del secolo scorso e che mi ha fatto "rivivere" intense emozioni. Nella terza parte, poiché non mi è stato, ancora, possibile pubblicare la ristampa del mio primo libro "Duci e amàru", per soddisfare almeno in parte le richieste dei miei lettori, ho inserito alcune poesie di quella raccolta.

Salvatore Borelli

Settembre 2004

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 Aggiornato il 27 . 01 - 2017

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