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POLICROMIA TIRRENICA
Tramonto unico, ineffabile, tanti straordinari sono stati colori e riverberi. Chiunque tu sia, creatore dell’universo, ti sei dimostrato vero grande artista: architetto, scultore, pittore. Unico mezzo di cui non ti sei servito la parola, strumento dell’uomo. Stasera, di te è trionfata l’abilità pittorica in un cromatismo spettacolare dominante su tutti gli elementi della natura. Ed è stato il colore a modellare le cose con impasti e velature, a riscolpire le forme movimentando le superfici con striature accarezzate e distese, espandendone i contorni con esuberanti vivacità cromatiche, per poi contenerle entro tinte abbrunate, ed infine occultarle in un lucido nero.
Volge quasi il tramonto: declinando sull’orizzonte tirrenico, la luce solare attutisce gli eccessi scintillanti del giorno, si da consentire alle terre insulari di rendersi visibili senza trovare ostacoli negli sfolgorii inaccessibili alle capacità umane.
Le colline digradanti sulla linea di costa, perso il verde diurno, si tingono di blu che ha già velato Capo Vaticano, proteso sull’estremo golfo lametino ad ostruire gli spazi.
Ma stasera la vista va oltre.
La fata Morgana ha liberato i confini, per dare respiro alle entità geografiche.
L’Etna compare in un azzurro denso, fronteggiando il gruppo Stromboli-Vulcano che la percezione visiva ravvicinata raggruppa in un ensemble armonico nell’unisono delle tinte. Dopo una lunga attesa, i giganti infuocati del Mediterraneo sono ricomparsi insieme, e suscitano lo stesso stupore delle statue a cui l’artista toglie il velo, che aveva steso per occultarle fino al momento di manifestarle agli astanti.
Attorno ai maestosi vulcani, Eolo scopre l’intera estensione delle sue isole: una pastosa tonalità di azzurro ne definisce i contorni in modo così preciso che è possibile riconoscerle una per una.
Il celeste del cielo, bagnandosi nel mare, diventa più terso, più chiaro e diffuso, e va esplicando, in un’ampia gamma tonale, la sua capacità di divenire.
Nefele è chiamata ad intervenire dagli spazi remoti del tempo. Diffondendo qualche nuvola, soffusa e leggera, offre al sole maggiori opportunità di espressione nel filtrare la luce in varianti cromatiche. Le nuvole, interrompendo i celesti, trasmettono azzurri più intensi e trasfondono il rosso infuocato nei gialli, nei rosati e arancioni: colori dalle calde densità che velano di palpiti il tramonto e poi, tuffandosi nelle acque, diluisce il cromatismo in toni minori, finché paglierini, rosa di Francia, lilla setati rivestono il mare, preparandolo tramite delicate fantasie all’incontro ardente con l’astro solare.
Intanto, il sole lancia gli estremi bagliori del giorno, che si rifrangono sulle vetrate delle case collinari e, dopo averle infuocate, come boomerang ritornano a lui. Il gioco di andata e ritorno dei raggi coinvolge l’intero territorio, espandendo le superfici irradiate sino a confonderle entro le deflagrazioni radiali, sempre più attutite, del crepuscolo.
È appariscente il trionfo del rosso più bello, mentre, nell’estasi dell’amore, si congiunge alla maestosità dell’oro. La forte intensità del fenomeno rende fruibile lo spettacolo, venendone rallentate le fasi dalla calma velocità della luce serotina.
Anche gli altri colori non mancano di sorprese; sembrano gareggiare nel catturare gli sguardi vaganti sul dovizioso palcoscenico del tramonto, ed offrono alle riflessioni dell’ora le condizioni opportune per risolvere ogni pensiero in forme mitiche. Il richiamo di immagini anima il golfo, sempre più effuso dagli effetti cromatici, e lo popola delle antiche presenze che l’uomo creò per animare la sua solitudine nell’incommensurabilità degli spazi universali.
Ma, nessuna evocazione è così forte da prevalere sui colori, che si cimentano in vistosi giochi di escamotage sulla natura e sulle forme.
Ecco il giallo, profuso attraverso le nuvole, adagiarsi sull’azzurro del mare, senza dare come al solito, il verde; rimane a fior d’acqua, quasi smaltato, nuotando in lunghe strisce che abbracciano aree di azzurro e mantengono la propria identità: ”Stasera no “ va mormorando il giallo sui cerulei marini.
Il consueto pennacchio di fumo, costante negli ultimi tempi sullo Stromboli, compare in grigio corposo sullo sfondo arancione dell’ultimo sole, che cala perdendo le curve; diventa più piatto; si tuffa. ”A domani!”.
Da sotto il livello del mare continua a emanare la luce.
Si fa più cupa ogni tinta. Vediamo l’azzurro coprirsi di blu, poi, mescolandosi ai rossi vespertini scioglie le superfici in viola.
Elle ha finito di scomporre la luce e di esplicare le iridescenze più pure ed elementari della sua essenza: ora, le giustappone per ricomporre i colori dell'iride.
Le nuvole si avvolgono nei grigi mantelli per andare incontro alla notte.
In quali spalti, stasera, è rimasta la luna? perché non si affretta a raggiungere questo angolo privilegiato del Mediterraneo per vedere, insieme a noi, tinte mai viste?
Lei manca. Ma ecco in un cerchio ceruleo di cielo incomincia a brillare una stella, la prima ad affacciarsi sullo scenario strabiliante di questo tramonto. Mancava una nota di candido bianco. Ora c'è.
Intanto i rosa lasciano spazio ai corallo; il rosso diventa granato: colori più forti, più confacenti alla sera. Il mare, ora, è azzurro; verdastro; blu notte. La notte. La notte è scesa con un nero più fondo e copre i vulcani, inghiotte ogni cosa.
Nel nero del cielo continua a brillare la stella; anche le altre escono fitte e stemperano lo scuro mantello col bianco lucente.
È stato il tramonto del 15 dicembre dell'anno 1989 che ormai volgeva alla fine.
Tratto dal libro di Vittoria Butera-I colori, Istituto del colore 2003.
Vittoria Butera è nata in Calabria. Laureata in Lettere classiche presso l'Università di Roma, ha frequentato il corso di perfezionamento in archeologia nell'Università di Torino. Ha al suo attivo diverse opere: Itinerari nel Tempo, il panno rosso. Ed. Gezabele 2002, San Foca L'Ortolano. Ed. Gezabele 2003, La fuga nel deserto. Ed.Gezabele 2003, Pillole di saggezza. Ed. Gezabele 2004, Le vie del silenzio, opera multimediale sui luoghi di culto e monasteri della Calabria con itinerari turistici nei territori adiacenti ai siti. Le sue opere si vendono nelle librerie di Lamezia Terme e presso le edicole di corso Numistrano. Stai ascoltando mediterraneo |