Vittorio Butera

  

 

  1877 - 1955

"C'è in lui, accanto al mondo che fustiga,   un contromondo preciso, che in Trilussa non è dato trovare: pago,  questo poeta,  del suo scetticismo mondano,pago di prendere in giro chi si dà delle arie, di svelare i trucchi e i sottofondi dell' esistenza,di mostrare che egli non si fa gabbare dalle apparenze, dalle parole dei politici, di tutti i politici.  Butera invece prende energicamente sul serio la sua materia, difende i valori in cui crede, di fermezza, di fedeltà, di disinteresse; non fa politica, nel senso spicciolo della parola, perchè in lui la politica si converte in morale".(Dalla Prefazione di UMBERTO BOSCO al volume VITTORIO BUTERA -  EDITRICE MIT- Cosenza, 1978)

 

 

 

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Vittorio  Maria   Butera   nacque  il  23 dicembre 1877, a Conflenti (CZ) da Teresa de Carusi e  Tommaso Bute- ra, appartenenti   a  quel  ceto di  proprietari  che si era   formato  tra  la fine  del '700  e gli inizi del '800.

Unico figlio,  in quanto  la  madre  morì   dopo  appena  sei mesi dal   parto, fu allevato dalla  nonna  Peppina  che  non  poco contribuì  con i suoi  racconti  ad alimentare la  fantasia fabulatrice del futuro poeta.

Ma chi, più di ogni altro,contribuì alla sua formazione negli anni della fanciullezza e dell'incipiente adolescenza fu il suo maestro elementare,  l'insegnante Emanuele de Carusi,1) che egli rievoca con affetto e grande riconoscenza nella nota poesia Thuornu a ra scola.

Finite le scuole elementari, il  padre avrebbe voluto avviarlo all'amministrazione della proprietà, che  era  più che sufficiente a  garantirgli  una  vita dignitosa.  Ma uno  zio paterno, direttore  dell'ospedale  della  marina  militare  a Portovenere (SP) lo portò con sé, all'età di tredici anni,  e gli fece   proseguire gli  studi.  

Si laureò  in  Ingegneria  presso  l'Ateneo  napoletano  nel 1905 e  nel 1909  fu  assunto  tramite  concorso  dall'Amministrazione provinciale di Catanzaro, non   lontano dal  suo  mai  dimenticato  paese  natale.

A Catanzaro s' innamorò di Bianca Vitale, bellissima donna, che divenne sua moglie e compagna fedele per tutta la vita. 

Andato in  pensione  nel  1949  per  raggiunti limiti d'età, si dedicò alla pubblicazione delle sue poesie.

Morì a Catanzaro il 25 marzo del 1955, lasciando  grande  rimpianto  in tutti quelli  che lo avevano conosciuto personalmente e nei suoi moltissimi estimatori,  che  nel  corso degli  anni  diverranno sempre più numerosi.

 


1) Sul maestro Emanuele Caruso si hanno scarse notizie.

     Nacque a Conflenti da Guglielmo de Carusi nel 1845  e non si sa come,quando e perchè il cognome sia cambiato.In una relazione al Prefetto del 1883, il Delegato Regio Vincenzo      Improta annota in  modo elogiativo i nomi degli  insegnanti Emanuele Caruso ed Eugenio Paola ( V.Villella- La Calabria della rassegnazione vol.III   pp 160-161). Il che significa  che      già all'epoca era avvenuto questo cambiamento anagrafico.

 

 Aggiornato il 30 . 09 - 2017

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