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Dario Galli  (Nicastro 1914 -1977)

 Dario Galli - Il cantore nostalgico della vecchia Nicastro

Cartoncino pieghevole con  la poesia Inno a Nicastro.

L'illustrazione è di Giorgio Pinna.

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VECCHIO CORSO

T'ho ritrovato col passar degli anni

- vecchio Corso gentil del mio paese -

di lucenti vetrine insuperbito,

di cento e cento lampadine accese.

 

Luce alle stelle e splende sotto il sole

il cupolone della Cattedrale

or di smeraldo ed or di malachite,

d'acquamarina, d'agata e d'opale.

 

Batte la ronda sopra i marciapiedi

spavaldo ogni studente liceale,

ancheggia in pantalone od in gonnella

la balda studentessa magistrale.

 

Ma tu resti al mio cuor com'eri un tempo

vecchio Corso gentil del mio paese:

quando Cupido mi colpì di striscio

ed un falò di paglia in cuor m'accese;

 

quando fra l'ombre tue dava convegno

la timida servetta al caporale

ed era il loro amor tutto un sospiro, I

sotto la fioca luce d'un fanale;

 

quando al Caffè, sorbendo una granita,

mostrava la signora forestiera,

di quando in quando, tra le gonne corte,

l'ultimo grido della giarrettiera.

 

Tu resti nel mio cuor com'eri allora:

quando fioriva, sopra un balconcino

dalle tendine bianche di merletto,

un esile stellato gelsomino;

 

quando sul marciapiedi  Migni-Mogni

prendeva sotto il sol la tintarella,

tra il popolar Caffè di Federico

e il nobile Caffè di Teresella;

 

quando fra le tue lampade discrete,

con la sua voce lenta bassa piana,

lunghe storie d'amor narrava a sera

di Donna Clelia l'umile fontana.

 

Tu resti nel mio cuor com'eri allora,

come in quel tempo ormai tanto lontano,

quando nel cuore avevo sol vent' anni,

vecchio gentile Corso Numistrano.

 


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