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Forse
e' questo
l'esilio
(Notizie dal Reventino a
M.Luzi)
Pensoso di me dei miei giorni mi
scrivi parole di grazia inconsueta. Cosi',
quando capita, il vento di questi altipiani poveri di speranze e' provvido di fragole
odorose al giardino deserto ove imparai dalle rondini le voci dei ritorni e degli addii.
Ho
ritrovato la fresca innocenza delle verdi
fontane. Ma la vita ( lo sai) non consente
ritorni alle pure sorgenti del
mattino. Qui il tempo e' come il ritmo delle
gronde se spiove, e fu vertigine e
affanno di strade
lontane.
Imparo
- ed e' tardi - a dare un senso al vivere
del pane quotidiano: non so se sia
misura d 'altro che d'umilta' e di
saggezza. M ' incanta l'erba che lasciai sull'alto cornicione del vecchio campanile (ancora intatta) e mi sorprendo a volte a
chiedermi ragione delle cose piu' semplici,
intontito. M'accade come
quando dopo anni d 'assenza al primo
ridestarsi nella casa, si cerca in
dormiveglia alla parete il barlume del
giorno verso il noto spiraglio della stanza straniera.
Forse
e' questo l'esilio dolce amico.
Da:
Qest'ombra
sul
terreno.

 
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