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Tessono ancora
Qui luglio ha delle tarde primavere un sapore di ciliege montanine e fresco riso di contesi soli. Bevono a sorsi gli alberi ed i colli alle sorgive d'oro dei mattini.
Cinge la casa un
fluttuar canoro d'uccelli e sulle
soglie tintinnano le spole: (tessono
ancora… eran guance di rose alle tue
voglie).
L'orto ha sulla cinta l' "erba della Madonna" ricciutella che colta il d́ d'Ascesa ti rifiorisce in casa al capezzale se alla tua casa e' amica la fortuna.
L 'aria ha tepor di
latte e di belati quando le sere
scendono sui rami col passo
inavvertito e furtivo dei gatti di
nessuno che agguatano i passeri
dell'orto. Ad ogni tuo ritorno
hanno ancora tristezza d'inverni
e chiaror d'albe gelide negli occhi di
randagi. Ma poi col sole lo sguardo
s'indora e ti si fan di
casa.
Ancor s'aggira nei viali, antica, la testuggine, amor di bimbi scalzi che vengono al cancello ed hanno sulle gote terra e rosso di pere cadute nei
fossati.
Passa ancora nel vico lo stagnaro che vien -dice la gente - a portar pioggia.
Sopravvive il suo povero grido
eco di voci che non sono
piu'.
Da:Quest'ombra
sul
terreno
 
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