|
Uomini della montagna
(un
ricordo
di
mio
padre)
Erano
della montagna gli uomini che stanotte
hanno portato nella mia casa in lettiga
uno dal capo fasciato cereo nel
volto incrostato di sangue. Un colpo di scure,
hanno detto con voce cupa. Poi silenzio e quel
rantolo e mio padre che scuote la testa:
non c'era nulla da fare, gli sarebbe morto in casa. Gli uomini a
supplicare che quel poveretto ha quattro
creature. Uno bacia la mano a mio padre
piangendo nella gran barba: non lo lasciasse morire, facesse
qualcosa per la vergine di Visora.
Ho visto mio
padre spalancare la finestra e stare come una statua di fronte
al cielo scuro. Dentro, quel rantolo
e fuori nella vallata la
notte, coi grilli e lontani latrati. Poi s'
e'
chinato sull'uomo mormorando che si vedeva il
cervello, che quello era un rischio
e ci voleva un ospedale.
E
'
uscito dalla stanza.
Infine e' tornato pallido ma sicuro. Quanto e' durata?
Il rantolo andava cessando Pareva dormisse (o forse gia' morto?)
Ho visto
quei visi sconosciuti schiarirsi pian
piano con l'alba.
La notte
fuggiva anche dal volto- ora quasi sereno-
dell'uomo della montagna. Con voce stanca il medico ha detto
che lo portassero adagio e ne avessero cura. Chissà!...
Da:Quest'ombra sul terreno

 
|