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L'incubo
di Vincenzo
La
notte successiva a quella in cui aveva fatto
il sogno tanto divertente, Vincenzo ne fece
un altro ancor più piacevole, almeno all'inizio.
Questa volta non ebbe a disposizione solo
una fetta, ma la torta tutta intera.
La
torta, cotta il giorno precedente, durante
la notte sarebbe rimasta nella dispensa.
Vincenzo si alzava dal letto e scendeva
giù in camicia. Accovacciato presso la torta,
stava per immergere il cucchiaio nella marmellata
di mele quando, improvvisamente e senza
ne un perché ne un percome, perdeva l'equilibrio
e cadeva a capofitto nella torta. Si rialzava
a gran fatica, con il viso e le braccia
impiastricciate di marmellata, con il cuore
paralizzato dalla vergogna e dal rimorso.
Due
topolini, seduti sulle zampe posteriori,
ridevano come matti e cantarellavano: «
Castigo! Castigo! Castigo! Perché hai voluto
fare una cosa proibita? » I raggi della
luna piena entravano dalla finestra e illuminavano
Vincenzo, quasi per accrescere la sua vergogna.
Eh sì, era proprio vero che si era lasciato
vincere dalla gola!
Vincenzo
si svegliò nel suo letto e comprese che
si era trattato di un incubo. Però, fece
tesoro dell'avvertimento.

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