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Il
sogno di Giovanna
Il
compito di Giovanna, la seconda figlia,
era quello di studiare il piano senza entusiasmo
e di tradurre brani dall'inglese con disgusto.
Le piaceva abbastanza cucire, ma preferiva
soprattutto riposare o andare a passeggio.
Aveva,come suol dirsi, la testa vuota e
il cuore d'oro. Se amava, amava sinceramente;
ma non sempre in una maniera molto saggia.
Pure
Giovanna sognò la torta di mele. I sogni
non spiegano tutto. Ad esempio, come mai
la mamma le dava l'incarico di fare le parti?
Che ne sarebbe stato allora della « buona
Maria »,che aveva avuto lo stesso compito? Be',
comunque sia, nel suo sogno toccava proprio
a lei, Giovanna, fare le parti. Ma, bisogna
pur dirlo, dimostrava una parzialità addirittura
ripugnante. Con la scusa che Lulù (Luigi)
e Lilì (Emilia) erano i suoi beniamini,
sovraccaricava i loro piatti: appoggiava
una grossa fetta, aggiungeva alcuni pezzi
di torta e, come se non bastasse, copriva
il tutto con un'altra fetta.
Una
tenerezza malintesa, povera Giovanna. Tu
coltivi nell'animo dei tuoi beniamini il
peccato della gola e fai nascere nell'animo
degli altri fratelli e delle altre sorelle
i terribili peccati dell'invidia e della
gelosia!

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