Città che non fosti mia

Città, dove si schiusero

i miei occhi di bimbo

nato quasi morto,

tu già sapevi

l’infelicità del figlio

d’immigrati montanari

fra gente bifocale,

avvezza alla lustra

dei sentimenti più cari.

Così una colpevole pietà

ha fatto di quel bimbo

un quasi emarginato

che attende da sempre 

un madrigale, levigando

le pietre del selciato.

 

 Non fui mai tuo,

pur se di me conosci

ogni battito del cuore,

e tu fosti mia solo nel sogno

che or mi muore, ancor prima

che l’immagine di te  

irrigidita nella sclera,

come santuario nel cristallo

mi accompagni per sempre.

                                       

                                        Aristide Caruso

                                           07-09-2008

                

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