Città che non fosti mia
Città, dove
si schiusero
i miei occhi
di bimbo
nato quasi morto,
tu già sapevi
l’infelicità del figlio
d’immigrati montanari
fra gente bifocale,
avvezza
alla lustra
dei sentimenti
più cari.
Così una
colpevole pietà
ha fatto di quel bimbo
un
quasi emarginato
che
attende
da sempre
un madrigale,
levigando
le
pietre del selciato.
Non fui mai tuo,
pur se di me conosci
ogni battito del cuore,
e tu fosti mia solo nel sogno
che or mi muore,
ancor prima
che l’immagine
di te
– irrigidita nella
sclera,
come santuario nel cristallo
–
mi accompagni per sempre.
|