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Da quelle sere calde…

Da quelle sere calde

fuggivo, disteso a pelle

sulle forme alterne

di rosso e di nero.

E all’avanzar della notte,

il corpo, ormai sopito,

posavan braccia vigili

su molle giaciglio.

 

Ma quando più forte

era il calore, volavo

al piccolo paese avito

- nella verde vallata,

dove più breve è il corso

del Savuto alla foce.

 

Ad accogliermi, la sera,

un giaciglio fresco,

odoroso di granturco. 

Cullava il crepitare

delle foglie secche

e senza alleati malfidi                il sonno vinceva.

.

 

 09-02-2009

Aristide Caruso