Da quelle sere calde…
Da quelle sere calde
fuggivo, disteso a pelle
sulle forme
alterne
di rosso e di nero.
E all’avanzar della notte,
il corpo, ormai sopito,
posavan
braccia vigili
su molle giaciglio.
Ma quando più forte
era il calore, volavo
al piccolo paese avito
- nella verde vallata,
dove più breve è il corso
del Savuto alla foce.
Ad accogliermi, la sera,
un giaciglio fresco,
odoroso di granturco.
Cullava il crepitare
delle foglie secche
e
senza alleati malfidi
il sonno vinceva.
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