Ha assaporato la parola...
Ha assaporato la parola
– che ha piccolo corpo ma grande potenza –
la mente, forte di giovinezza.
Stupiscono ora lucenti scaglie di mare lontano e brillìo di
[stelle, a sera,
e all’alba, la guglia del campanile,
che s’erge tra anelli di piccole nubi screziate di rosa
e gli assolati giardini, quando – a mezzogiorno –
[profumano di limone
o di terra bagnata alle prime piogge d’autunno.
La mente avida raccoglie così forme e colori per il giorno
[della pietà,
che irrompe nella veglia
dell’ultimo sonno con un rosario
[appena sussurrato.
E questa avarizia, immune da colpa, è conciliazione con
[l’Eterno,
mentre tace finalmente il rumore del mondo.
23
marzo 2009
Aristide Caruso

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